sabato 26 maggio 2012
sabato 12 maggio 2012
Centrosojuz - Tsentrosoyuz - Mosca, architetto Le Corbusier, con la collaborazione di I. Kolly, 1929-36
Foto di Luca Del Grosso (2000)
Ciò che mi colpisce maggiormente ogni volta che riguardo
queste immagini
è la modernità della struttura. [LDG]
martedì 1 maggio 2012
Viaggi Pianificati - Il commento di una lettrice di Singapore.
[Non immaginavo che "Viaggi Pianificati" potesse giungere così lontano. Pubblico la lettera di una ragazza straniera appassionata di letteratura italiana e storia che ha appena terminato la lettura del libro. LDG]
Gentile Dottor Del Grosso,
ho appena finito a leggere il Suo libro. Mi e' piaciuto assai.
Una cosa che mi ha colpito e, che ho riscontrato in altre memorie (George Blake, Eduard Shervarnadze, Bruno Pontecorvo, Boris Pankin, Yevgeni Primakov, Markus Wolf, Khassan Baiev e simili) e' la delusione del sogno del comunismo sentita da abitanti dei e visitatori dei paesi comunisti/socialisti.
Forse il fallimento di sistemi egualitari finora sperimentati e' dovuto al fatto che gli esseri umani non siamo ancora abbastanza maturi ad accettare un tale sistema.
Ho sentito che specialmente nel Caucaso (forse si viveva meglio nel Caucaso comunque che da un punto di vista sembrasse autosufficiente in gestione di cibo, del trasporto, ecc.?) il razzismo era ed e' molto sentito. E durante l'epoca dell'URSS si parlava spesso di "nazionalita'" (simili al concetto degli Ottomani di "millet" pero' senza nessun beneficio/esenzione di tasse) e non un popolo collettivo, gia' questo non e' fedele ai precetti marxisti.
Un cordiale saluto,
Roshni Rajadorai
Gentile Dottor Del Grosso,
ho appena finito a leggere il Suo libro. Mi e' piaciuto assai.
Una cosa che mi ha colpito e, che ho riscontrato in altre memorie (George Blake, Eduard Shervarnadze, Bruno Pontecorvo, Boris Pankin, Yevgeni Primakov, Markus Wolf, Khassan Baiev e simili) e' la delusione del sogno del comunismo sentita da abitanti dei e visitatori dei paesi comunisti/socialisti.
Forse il fallimento di sistemi egualitari finora sperimentati e' dovuto al fatto che gli esseri umani non siamo ancora abbastanza maturi ad accettare un tale sistema.
Ho sentito che specialmente nel Caucaso (forse si viveva meglio nel Caucaso comunque che da un punto di vista sembrasse autosufficiente in gestione di cibo, del trasporto, ecc.?) il razzismo era ed e' molto sentito. E durante l'epoca dell'URSS si parlava spesso di "nazionalita'" (simili al concetto degli Ottomani di "millet" pero' senza nessun beneficio/esenzione di tasse) e non un popolo collettivo, gia' questo non e' fedele ai precetti marxisti.
Un cordiale saluto,
Roshni Rajadorai
lunedì 30 aprile 2012
Un blogger a cui siamo piaciuti.
http://materialismostorico.blogspot.it/2012/03/un-bellissimo-sito-per-noi-nostalgici.html
[Consiglio a tutti coloro che desiderano approfondire le loro conoscenze in campo storico, politico e filosofico o che semplicemente vogliono tenersi aggiornati sulle ultime novità editoriali con relativa critica alle recensioni comparse sui quotidiani di visitare assiduamente il blog del Prof. Azzarà. Offre eccellenti spunti per il dibattito. LDG]
Viaggi Pianificati - Escursioni nel socialismo reale europeo e sovietico
Il libro-blog di Luca Del Grosso... a puntate
[Consiglio a tutti coloro che desiderano approfondire le loro conoscenze in campo storico, politico e filosofico o che semplicemente vogliono tenersi aggiornati sulle ultime novità editoriali con relativa critica alle recensioni comparse sui quotidiani di visitare assiduamente il blog del Prof. Azzarà. Offre eccellenti spunti per il dibattito. LDG]
BLOG PERSONALE DI STEFANO G. AZZARÀ / E-MAIL S.AZZARA@UNIURB.IT
VENERDÌ 30 MARZO 2012
Un bellissimo sito per noi nostalgici di quei viali grigi e malinconici delle città del socialismo reale
Viaggi Pianificati - Escursioni nel socialismo reale europeo e sovietico
Il libro-blog di Luca Del Grosso... a puntate
24/03/2012
Buongiorno Prof. Azzarà,
Mi sono imbattuto nel suo interessante blog "Materialismo Storico" mentre lavoravo sul mio
un libro/blog sui viaggi di italiani nei Paesi dell'Est prima della caduta dell'Urss.
domenica 29 aprile 2012
Risposta ad una domanda che mi pongono in molti.
Diverse persone mi hanno chiesto dell'origine del mio interesse per l'argomento "Paesi Socialisti", "Paesi dell'Est". Senza toccare le questioni storiche e politiche, che vengono doverosamente approfondite nella parte finale del libro (non presente sul blog), vorrei provare a chiarire questo aspetto partendo dalle mie più profonde convinzioni. Non avranno validità scientifica, ma sono sicuro che in tanti ci si ritroveranno.
Tutto ha origine dal malessere che provo nell'osservare la società in cui vivo. Il raggiungimento della stabilità economica e sociale è appannaggio di un numero esiguo di individui che, insieme alle briciole, lasciano per la moltitudine degli esclusi un pesante carico di preoccupazioni. Viviamo nella paura di non riuscire a tirare avanti, di finire in mezzo ad una strada, di restare poveri, magari malati e... soli. E' ridicolo che il livello generale di progresso da noi raggiunto non permetta un miglioramento delle condizioni di vita che apra la via ad una sempre più libera espressione delle capacità di ognuno di noi. Abbiamo da mangiare, ma la maggior parte delle persone non può prendere fiato neanche per un istante. Chi si ferma è perduto. Io dubito della reale necessità di impostare la propria vita sui binari dell'efficientismo. E' un trucco per distrarci dalle cose belle che vedremmo se ci muovessimo ad un ritmo "naturale". Gli oppositori di questa linea di pensiero ribattono che il progresso non è arrivato con la siesta, ma col duro lavoro, con la concorrenza e anche con la guerra.
Secondo me è solo una questione di velocità. I risultati, prima o poi, arrivano comunque.
Senza dimenticare che l'attuale abbondanza di beni a disposizione non è soltanto un successo del capitalismo. I costi si pagano lontano dai centri commerciali, dove l'occhio non vede...
Credo che l'idea di uno Stato capace di garantire la soddisfazione dei quattro fondamentali bisogni (casa, lavoro, studio, salute) sia attuale, realizzabile ed il sostegno ad essa debba essere prioritario. Mi affascina il pensiero di svegliarmi in un luogo dove, accontentandomi di una minima quota di risorse, anche inferiore ai mille euro mensili che mi sto facendo bastare da anni, risulti possibile dedicarsi alle cose belle della vita (dallo scegliersi un lavoro che permetta di dare il meglio di sé al perfezionamento delle conoscenze, dall'accesso ai campi di sviluppo delle arti alla loro libera fruizione) senza doversi preoccupare soltanto di iniziare un mutuo per lasciare la casa ai figli. Per come vanno oggi le cose, i nostri figli per mangiare dovranno vendere le case pagate dai padri.
Le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere di socialismo reale sono svariate. Fondamentalmente non amo le opere degli intellettuali che difendono a spada tratta il liberismo perché da essi ritenuto un male minore e che di conseguenza sfornano libri in serie per demonizzare la controparte, anche quando questa è confinata nel passato o si palesa per ipotesi.
La storia è una cosa complessa. Non basta l'apertura di un archivio segreto per impostare una corretta lettura degli eventi. Per molte "penne" italiane invece sì, nel segno del: condannare l'incomprensibile, però solo a casa degli altri. [LDG]
Tutto ha origine dal malessere che provo nell'osservare la società in cui vivo. Il raggiungimento della stabilità economica e sociale è appannaggio di un numero esiguo di individui che, insieme alle briciole, lasciano per la moltitudine degli esclusi un pesante carico di preoccupazioni. Viviamo nella paura di non riuscire a tirare avanti, di finire in mezzo ad una strada, di restare poveri, magari malati e... soli. E' ridicolo che il livello generale di progresso da noi raggiunto non permetta un miglioramento delle condizioni di vita che apra la via ad una sempre più libera espressione delle capacità di ognuno di noi. Abbiamo da mangiare, ma la maggior parte delle persone non può prendere fiato neanche per un istante. Chi si ferma è perduto. Io dubito della reale necessità di impostare la propria vita sui binari dell'efficientismo. E' un trucco per distrarci dalle cose belle che vedremmo se ci muovessimo ad un ritmo "naturale". Gli oppositori di questa linea di pensiero ribattono che il progresso non è arrivato con la siesta, ma col duro lavoro, con la concorrenza e anche con la guerra.
Secondo me è solo una questione di velocità. I risultati, prima o poi, arrivano comunque.
Senza dimenticare che l'attuale abbondanza di beni a disposizione non è soltanto un successo del capitalismo. I costi si pagano lontano dai centri commerciali, dove l'occhio non vede...
Credo che l'idea di uno Stato capace di garantire la soddisfazione dei quattro fondamentali bisogni (casa, lavoro, studio, salute) sia attuale, realizzabile ed il sostegno ad essa debba essere prioritario. Mi affascina il pensiero di svegliarmi in un luogo dove, accontentandomi di una minima quota di risorse, anche inferiore ai mille euro mensili che mi sto facendo bastare da anni, risulti possibile dedicarsi alle cose belle della vita (dallo scegliersi un lavoro che permetta di dare il meglio di sé al perfezionamento delle conoscenze, dall'accesso ai campi di sviluppo delle arti alla loro libera fruizione) senza doversi preoccupare soltanto di iniziare un mutuo per lasciare la casa ai figli. Per come vanno oggi le cose, i nostri figli per mangiare dovranno vendere le case pagate dai padri.
Le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere di socialismo reale sono svariate. Fondamentalmente non amo le opere degli intellettuali che difendono a spada tratta il liberismo perché da essi ritenuto un male minore e che di conseguenza sfornano libri in serie per demonizzare la controparte, anche quando questa è confinata nel passato o si palesa per ipotesi.
La storia è una cosa complessa. Non basta l'apertura di un archivio segreto per impostare una corretta lettura degli eventi. Per molte "penne" italiane invece sì, nel segno del: condannare l'incomprensibile, però solo a casa degli altri. [LDG]
sabato 24 marzo 2012
venerdì 23 marzo 2012
Un blog che ha parlato di noi...
http://perevod99.blogspot.it/2010/03/blog-post_10.html
СРЕДА, 10 МАРТА 2010 Г.
Плановые путешествия
Есть один итальянский блог с рассказами простых итальянцев, посетивших в 80-е годы СССР и соцстраны. Сейчас он перестал обновляться, рассказы просто иссякли.

Два соображения по поводу этих рассказов:
1. Врут как очевидцы. Просто удивительно, как многие люди не отличают сведения, полученные от внешних источников, от своих собственных догадок (часто ошибочных!) и умозаключений!

Два соображения по поводу этих рассказов:
1. Врут как очевидцы. Просто удивительно, как многие люди не отличают сведения, полученные от внешних источников, от своих собственных догадок (часто ошибочных!) и умозаключений!
Lo stesso autore cura il divertente blog
http://italia99.blogspot.it/
"Barzellette russe", in lingua italiana.
mercoledì 25 maggio 2011
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